Dove la parola si perde ed il pensiero,
conduce la vita a bivi senza nome:
proclivi colli, conche, sepolcri,
voragini, secondo sensi o mente.

Oscilla l'ansia cupa nel mistero,
in stillicidi silenzi ci tortura.
Ovunque arriveremo sarà lotta.

  Dove la parola si perde ed il pensiero
Più forte di noi, strada già tracciata
Garda
Furono altri autunni
Vita buttata avanti
Postula forse ch'io sia capace
Ferocemente lotto

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Più forte di noi, strada già tracciata
dai segni di quanto crediamo promesso.

Segno che segue il segno come orma
ad inseguirla e attenderla è follia.

E' cieco l'occhio che si perde a vuoto:
nel nominarla e averla è già presente.

Non si conosce il senso che contiene.

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Garda

Luce, che chiudi gli occhi 
sotto il cielo
come rivelazione indefinita
di cose che la mente
non contiene.

E' fatica guardarti e mi tiene
questa violenza di sole, ferma,
sulle scarpate della riva.

Infinita potenza che mi scioglie.

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Furono altri autunni;
questi persi equilibri senza sole
sembrano rintocchi scheggiati
di campane di ghiaccio.

Sono stata sul fondo
ed ho visto l'ombre
delle assenze più atroci:
scafandri ancorati
a blocchi lucidi, negli abissi,
come marmi tagliati a lama,
remoti, ignoti, senza gridi.

Batto l'acqua a piedi,
a braccia aperte, erette.

Nera placenta mi lega,
m'aggrappo a macigni di vita,
travedo raggi, ma la notte
cade pesante ad abbattere sogni.

Assopirmi in quest'ora
sarebbe estremo dono.
E sentimenti coverei
tra i lari, dove soffi di ceneri
perdute tralucerebbero braci.

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Vita buttata avanti.

Cammino in punta di piedi.

Presagio di ore
negli orologi 
che non battono
ancora.

Respiro un'aria
che non c'è.

Sulle ortensie bianche
l'acqua che cade
è quella di domani.

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Postula forse ch'io sia capace
di grandi cose
il fatto che fugga
le mediocri?

Il rosa sulle scabre pareti
delle calli
trattiene l'odore di muffa
del passato.

Vagulo alla ricerca
di ciò che può blandire
l'urto dei giorni morti.

Oggi sento l'odore dei gatti.

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Ferocemente lotto
col punto in cui sono. 

Cerco le tue mediazioni 
e m'appiglio 
alle lievi conquiste 
immeritate. 

Incongrui misteri 
mi atterrano 
prima che mi difenda. 

Imprimiti nella mia mente 
in modo che non decada. 
E non mi annienti. 

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