Sirmione
Bivacco sotto il cielo.

Scorre il tempo.
Trasumanata essenza
d'altri miti.

Vascelli imprigionati
dagli dei
trascinano le reti
della sera.

  Sirmione
Regālati la quiete di secoli
Sotto quali alberi
Chiesetta di San Pietro, Sirmione
Vento sulla cittā
Indecomponibile sera

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Regālati la quiete di secoli
vissuti per qualcosa.
Brevi intenti non conclusi
pretendono che tu sappia,
nel mondo che incupisce,
vivere.

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Sotto quali alberi
ho camminato oggi?

E quali rose gialle
trasognano sui muri,
al di lā delle acque?

Per quali vie mi conduco
con la paura di un'alba
livida, terribile?

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Chiesetta di San Pietro, Sirmione


Vite ferme nell'universo tempo.
Nullitā di passi sui lastroni.

A scalpiccii sul greto,
strette come passeri nei tabarri
a sorreggere ostensori, ombre.

Gridano l'agonia dei capanni.

Nessuna zampa raschia il cortile.

Squarcia violento il raggio della luna,
urtando il legno. Simulacro d'anni.

Sui muri diroccati l'erba č nera.

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Vento sulla cittā.

Raccolgo sui ginocchi
le frange della gonna di lana
e le narici apro agli odori
dei rami oscillanti.

Tracce di uomini che cambiano
induriscono le strade.

Vivo come vivrō
all'ultimo istante.

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Indecomponibile sera
ad occhi stornati nel verde
delle colline lucenti.

All'esistenza che pesa
s'appendono maschere nere.

Stridono sui cardini gli orrori
di gelsomini bianchi persi al vento.

Nell'urlo della torre di Babele
raggia il sole.

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