Notre Dame

Parole come bolle, levitanti.
Fitti fruscii di vita.
Mosaici ardenti. Bisbigli.
Serenità di dei sconosciuti.
Imponderabile tempo tenebroso.

   

Notre Dame
Sirmione, 16 settembre 1995
Da questa nave che costeggia i prati
Verona
Sono giorni pieni come intera vita
Ascolta i tuoi passi

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Sirmione, 16 settembre 1995


S'allunga l'acqua turchese nella cala,
rumoreggiando all'irto bosco di canne.

- Navi di rocce chiare
sui lucidi gradini sommersi -.

Vortica il vento in spigoli di muri,
regni delle lucertole muschiose.

Si tende il sole ed arde
nell'asciutta corteccia sul sentiero.

Carico d'alte sequenze il tuo respiro.

Interminata strada che c'include.

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Da questa nave che costeggia i prati,
flutti di vento e spruzzi di gaggie,
tocco radici di canori attracchi.

Lento, nella deriva di ogni sera,
m'accoglie un cielo alto denso di luci.

Una pausa di terre che s'affonda
nell'urto doloroso che rifrange
sofferti approdi abbandonati al sole.

Come un segnale di candele spente.

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Verona

Ora che ti attraverso a ritroso,
nuova raggiera di tante strade fatte,
come a cucirti addosso
trame di sogni in cui credere,
sento che molto ancora puoi
con noi giocare, città compagna.

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Sono giorni pieni come intera vita
grazia nativa, sottintesi cenni,
rotondi, netti suoni ancor non detti.

Raggiano occhioni intenti a ellissi scure,
sui margini che il tempo prefigura.

Sublime nella gioia dell'attesa
tra le tue mani accese s'abbandona
l'anima di una dea predestinata
riflessa in goccia, come di rugiada.

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Ascolta i tuoi passi.
La montagna è quasi buia
e tutte le pietre aspettano la luna
scalfite dal vento e dalle piogge.

Non essere stanco.

Raccogli gli stupori della sera.

Hai inseguito giochi tra paure di favole
e brillano ancora sui sentieri
scimitarre d'argento.

Sornioni gli animali dei sogni
s'accoccolano all'ombra della valle.

Riprendi l'erta.
Non sale nessuno con te.
Ma non sei solo in attesa del sole.

Impregna la terra di prodigi e scava.

Nottetempo crescono tra le zolle
i fiori selvaggi della vita.

Scuoti il terriccio dalle mani
prima che si spengano le stelle.

La fatica non conta:
è la stessa, aspra, che tormentò
il padre di tuo padre
in mattini remoti che non conosci
e si dibatte nei fragori passati.

Se avanzerai spedito nell'alba
accecheranno al sole i licheni
e non più grevi saranno le ombre.

[Amore che ci ha visti vivere] [Canteranno le cicale tra poco] [L'Arca dell'Alba] [L'angelo muschioso]


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