Per queste scale
perdo le ansie di un giorno.
Per queste scale
il mio male è lontano.
Per queste scale
si sciolgono i pensieri
poco a poco.

   

Per queste scale
Piazza delle Erbe
A mia madre
Ospedale di Belluno
Figlia
Lazise

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Piazza delle Erbe

Anno su anno, l'uno nell'altro fuso,
calda di sentimento, viva, nell'istante
in cui la guardo, sorge la piazza.

Immote le colonne incandescenti
sfumano, e agli occhi miei
inesauribili immagini rinserra il foro.

Stempera l'aria un iridio di toni
che dai banchi pingui
scagliano i frutti.

Le voci che s'alternano a imbandire
chiari richiami e grida nel verziere
sembrano scaturire dalla fonte
ove colombi grigi cessano i voli.

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A mia madre 

Madre che arrivi coi vagoni delle otto,
- hai viaggiato tutta la notte - 
madre che scendi oltre i binari,
madre dai fazzoletti profumati,
dalle camicette ricamate male.
Adesso cerca di andare, sali,
è la vettura questa che parte quando vuole.
Madre che in ogni figlio solo i giochi
hai capito, e la fame, devi andare.
Tra le braccia hai fiori blu, a fasci.
Non sai che quel poco, da sempre, 
quanto basta per un sorgere di sole.
Madre che ho tanto cercato
su strade di sassi e brughiere.
Lascia e guardami da lontano
perché non abbia freddo e sorrida.
Confonderò le parole che dicevo e i silenzi
senza che tu capissi. L'essenza è viva
ancora e grida, oltre il fischio del treno.

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Ospedale di Belluno


Finestra chiusa
- null'altro che un vetro -
rumori di colombi ignora.

Respiri, già nel buio.
E non è sera.

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Figlia

Spesso è stanca feroce.

All'acqua giustiziera
affida le chiavi dei sogni.

D'un balzo a terra,
alla comune strada afferrata
per farne sole,
conta i gorgògli.

E l'allegrezza invade
falangi di caprifogli,
blocchi di gigli di terra.

Vince, e fa cantare la roccia.
Passa tra le tribù dei pastori
a gola dura,
animando a tocchi le cascate,
bevendo l'anima che batte intorno,
forte come un galoppo o un volo.

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Lazise

Cariatidi di marmo
nell'intrico dei caprifogli.

Germina nel silenzio la sera.

Divelle il vento,
è rosso il sole,
foglie di platani alti.

Fiero un bacio
nel doppio respiro.
Smisurata forza.


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