Un mare di grilli
intorno all'isola.
Respiro, nel buio,
te.

Un mare di grilli
Per il compleanno di Fernando
Quante pių dolci cose
Bisogna che tu lasci
Sulle stesse ferite
Al mio amore
La casa dei temporali

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Per il compleanno di Fernando


Se tu diventi altre cose,
in me l'immagine rimane
di quand'eri come l'albero
dalle giovani radici
nel giardino dei semi
di grano.

Resto a guardarti, cosė piccola,
mentre tingi le mele dell'estate
e m'indovini i fiori nelle mani
dietro la schiena.

Non puoi essere cresciuto senza me.

Se ci colpisce il viso 
lo stesso vento
e se il segreto tempo
inciso nella coppa della notte
ci attende insieme,
di quali tenebre mai
dovremmo avere paura?

Oggi il tuo giorno immenso
empie di miele le case
mentre mi porti,
come ti stessi nel pugno, 
camminando a piedi nudi,
sulla terra,
oltre questo momento.

 

 

 

 

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Quante pių dolci cose
mi sai dire.
Da quali occhi teneri
cadere da presso
luci, tu mi fai,
tanto che non t'ascolto
quando m'infliggi 
pene e tue ferite
con quei momenti bui,
sottili e grevi,
tesi, d'acuto male.

Io guardo a quel che resta
in me nel tempo.

Null'altro so
se non che questo, ormai:
che vivo, e attendo.


   

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Bisogna che tu lasci,
appena inizia il bosco, 
le vesti che ora porti
e sottovoce tu parli
perchč non possa un suono
confondere i silenzi.

Pōrtati magie che credi
a frotte a voli a grappoli
scavando tane segrete
che sbucano nel vento
sui cuscini di muschio,
mentre l'ombra d'argento
avvolge i suoi meriggi
e le verbene profumano
nei giochi che rammentano
le corse delle lepri
rapide nel trifoglio.

Andiamo in cerca di segni
sulle cortecce dei pini
dove la resina a gocce
trattiene le briciole d'aghi.

Ci basta l'erba alta per dormire.
 

 

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Sulle stesse ferite
il palmo aperto,
a turno, posiamo. 

Abbiamo lo stesso tempo.

E quando sorge l'alba
tutto sapendo
del persecutore,
nello scorcio del sole
inverosimili giorni

viviamo.

 


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Al mio amore

Non lo sguardo azzurro come tutti i cieli,
non l'attenta risposta al mondo
che non ti fu mai sereno,
non tutto quanto accadde, stazioni
allineate nel tempo
come miraggi segreti
dietro colline nelle valli d'erba,
si sono fatti dono.

Ancora ti rinnovi nell'auspicata pioggia
di equinozi insperati,
fulgido d'esistenza vera rimani,
la stessa che portavi nel segreto,
all'alba.

Ti ebbi in me,
ora perdura il sogno
e si fa storia.
Ravviso mentre ascolto
empėti segni.

La soluzione orienta nuove strade.

   

 

 

       

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La casa dei temporali.

Gelano nebbie nei camini.

Un anno degli umani
negli scoppi.

Se t'allontani resta
lo sventolare di piume
dentro il nido.
 


   

 

 

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